SPAZIO BAMBINI

Sezione dedicata a lavori di bambini, che vengono pubblicati dopo l’approvazione dello staff di Eurotalent

GRAZIE A LAURA, CHE OGGI HA QUINDICI ANNI, PER AVERCI DATO IL PERMESSO DI PUBBLICARE QUESTO TEMA DI QUANDO AVEVA 8 ANNI. IN ESSO LAURA ESPRIME BENE COSA PROVI UN BAMBINO AD ALTISSIMO POTENZIALE INTELLETTIVO IN UNA CLASSE MEDIA SCOLASTICA.

LAURA STAGLIARDI anni 8

TEMA:” IL DELFINO INTELLIGENTE”: Il delfino abitava in una grande piscina ed era un genio. All’insaputa di tutti. Si stupiva puntualmente che gli insegnassero tuffi, voli e piroette. Lui sapeva risolvere radici quadrate e rebus complessi.

SVOLGIMENTO

C’era una settimana fa un delfino, il cui nome era Lucky. Il delfino abitava in una grande piscina ed era un genio. All’insaputa di tutti. Si stupiva puntualmente che gli insegnassero tuffi, voli e piroette. Lui sapeva risolvere radici quadrate e rebus complessi. Insomma , era un Einstein sotto forma di animale. Lucky si sentiva stupido e aveva quasi vergogna ad uscire dalla sua piscina per lo spettacolo. Lui non voleva fare tuffi, piroette e voli, o sì, li voleva fare però con i suoi amici, i delfini. Lucky discendeva dai Genarius, una stirpe che viveva da millenni sulla Terra, ma di cui erano rimasti solo dieci esemplari, compreso lui.

Lucky, che era anche molto colto nell’italiano, nell’inglese, nel tedesco, nello spagnolo e nel greco, sapeva bene che il suo nome significava fortuna, anche se, in realtà, non lo era quasi per niente: aveva il cibo senza sforzo (quindi non c’era neanche tanto divertimento) e l’unico essere vivente che poteva definire “amico” era il “ragazzo” di 80 anni che gli dava da mangiare. Il vecchietto si chiamava Rolf e amava molto i delfini. Rolf parlava molto a Lucky e lo accarezzava dicendogli parole dolci e facendogli il solletico sotto il mento; lo faceva divertire raccontandogli le vicende della sua famiglia e Lucky ricordava sempre più malinconicamente la su avita in mezzo al mare con i suoi amici. Gli mancavano le alghe, pesci e l’acqua salata, che entrandogli in bocca gli solleticava la lingua e la gola….come erano stati belli quei momenti! All’improvviso gli venne in mente che poteva dire tutto a Rolf, e che egli lo poteva aiutare. Ma no, non sarebbe stato possibile, però magari, forse…

Alla fine glielo disse. Glielo disse tutto d’un fiato ( ovviamente nel linguaggio degli umani). Rolf ascoltava attento e…

Lucky fuggì quella stessa notte, non vi so spiegare perché, non c’ero, ero a casa mia, stavo dormendo. Comunque adesso di delfini geni ce ne sono di nuovo dieci!

Annunci