Natale, momento di riflessione, di speranza e di certezza | Giornale Metropolitano

Natale, momento di riflessione, di speranza e di certezza
Ritorna, così importante fra le scadenze che segnano il ritmo delle vite, in questo mondo sconvolto. Proprio per le tante tragedie che non lasciano illusioni è questa l’occasione per ritrovarlo, il Natale

presepe

Se in questo periodo subiamo eventi tristi, personali o sociali, li viviamo come doppiamente dolorosi, come soprusi: siamo abituati a pensare che il Natale debba essere lieto, un momento sospeso sopra ogni dolore, ogni solitudine, ogni odio, ogni miseria.

E ci si angustia se non ci sono soldi per fare o ricevere i regali che vorremmo o per passare le vacanze lontano da casa, in allegre brigate o desiderati viaggi.  Proprio per questo il difficile Natale di quest’anno è l’occasione per ritrovarne il significato vero.

Natale è il compleanno di Gesù. La sua effige non è l’albero, non sono le lucine: è il presepio.  La nascita di Gesù è l’irruzione nel mondo di un principio nuovissimo, del tutto estraneo alla mentalità della gente di quei tempi e purtroppo anche a quella di oggi.

Gesù ha osato frasi, come scrive Ida Magli nel bellissimo piccolo libro “Gesù di Nazareth (che tutti dovrebbero leggere) tanto diverse e ignote  anche agli apostoli da dover essere riportate pari pari, perché  non mescolabili ai concetti della mentalità comune e quindi non alterabili.

Ha detto “non fate agli altri ciò che non vorreste fosse fatto a voi”. Ha detto “chi è senza peccato scagli la prima pietra”, difendendo così la prostituta e non i suoi clienti. Ha sollevato le donne dai pregiudizi e dall’umiliazione  da cui erano vessate, riconoscendo loro assoluta dignità.

Ha cacciato i mercanti del tempio. Ha affermato il diritto alla libertà di pensiero e di azione rispetto alla famiglia di origine.  Ha rivoluzionato totalmente le concezioni del suo tempo, e per questo non è stato compreso neppure dai discepoli, che hanno fondato da subito una  Chiesa che tradisce il messaggio di Gesù, allora come ora.

Natale è una scelta: per chi crede in Gesù-Dio, per chi comprende Gesù uomo. È un momento di riflessione, di speranza e di certezza. Che si celebra con chi si ha di più caro per respirare da vicino un’atmosfera d’amore. Il resto, non c’entra. Chi vive solo “il resto” non vive Natale, ma una festa che quasi sempre delude.

Federica Mormando

psicoterapeuta e psichiatra

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